Psicologia equina
lunedì, marzo 14th, 2011Come ragiona il nostro caro amico cavallo
Spesso ci si domanda come mai un cavallo si comporti in un determinato modo per noi incompresibile.
Dobbiamo capire, che il cavallo non è un essere umano e per ciò non ragiona e non recepisce gli stimoli esterni, come noi.
I cavalli, posseggono un campo visivo più ampio rispetto a noi umani e sono particolarmente sensibili riguardo certi movimenti e suoni, pur non possedendo la capacità di mettere a fuoco i dettagli più soddisfacenti.
Questo animale ha come esigenza primaria di sopravvivere, pertanto deve bere, mangiare, dormire e svolgere tutte quelle attività prioritarie per il suo bisogno. Inoltre ha bisogno di godere di buona salute fisica e mentale, quindi è essenziale per lui socializzare e fare attività fisica.
Tutte le attività che il cavallo esegue in un determinato momento, sono tutte condizionate da una precisa graduatoria di priorità , dovuta all’importanza e all’intensità degli stimoli ricevuti. Questi stimoli sono comunemente chiamati in termini tecnici: fattori motivazionali. La sete, ad esempio, è il principale fattore motivazionale che induce alla ricerca dell’acqua ed a bere.
E’ importante, quindi, riuscire a capire come funzionano i fattori motivazionali e come il cavallo li ordini per importanza ed intensità, per poter comunicare e comprendere meglio il comportamento del nostro amico, magari riuscendo a modificare questa loro gradatoria e collaborare verso un’attività di reciproco interesse tra uomo e cavallo.
Apprendimento
Il cavallo non è considerato una delle specie più intelligenti tra la popolazione animale, anche se chi è solito praticare questo sport, sia pronto a dichiarare il contrario.
Il cavallo è dotato di buone capacità di apprendimento ma non vuol dire certo intelligenza, ma comunque questa, è una componente importante. Questo animale è nato per vivere insieme ai suoi simili in branco e, nella vita in branco imparare dall’osservazione degli altri, dote fondamentale, che pertanto è stata premiata a livello evolutivo.
Il cavallo è un animale abitudinario e ciò influisce sull’istinto di questo. Ad esempio, un cavallo non domato che viene costretto nei finimenti tenderà a ribellarsi ad essi, ma non riuscendovi cesserà ben presto di reagire per liberarsene. Tale meccanismo d’apprendimento è fondamentale in diversi frangenti, come per far imparare al cavallo a non avere paura dei rumori del traffico. La sua reazione naturale sarebbe la fuga, ma attraverso la progressiva esposizione allo stimolo, si arriverà ad affievolire o eliminare la reazione istintiva.
Il condizionamento classico, altro stimolo nel cavallo, è quel meccanismo basato sull’associazione di uno stimolo incondizionato (naturale) ad uno condizionato (artificiale), un esempio basilare per capire questo concetto è la reazione del cavallo alla presenza del cibo alla quale reagisce con un aumento della salivazione. Se siamo soliti portare il cibo con dei secchi, ben presto, assocerà il nostro arrivo con i secchi all’ora del pasto. In seguito a questa associazione accadrà che se il cavallo dovesse vederci arrivare con dei secchi avrà un aumento della salivazione anche se poi i secchi dovessero rivelarsi vuoti.
Il condizionamento operante, invece, si ha quando la risposta del cavallo ad uno stimolo è rinforzata dall’addestratore: il classico esempio è dare una piccola quantità di cibo appetitoso al cavallo al compimento di una richiesta ben eseguita. Il cavallo presto impara ad associare la sua risposta al premio, quindi eseguirà ben volentieri quanto richiesto dall’addestratore. Una volta che l’associazione tra richiesta-azione-premio è consolidata, il cavallo tenderà ad eseguire quanto richiesto anche senza il premio. Periodicamente, comunque, è consigliabile corrispondere il premio altrimentri si rischierebbe di vedere estinguersi il comportamento.
Capacità di memorizzare
Il cavallo è dotato di ottima memoria, anche a distanza di molti anni. Gli etologi ritengono che la buona memoria sia dovuta in gran parte al fatto di essere un animale preda. Il cavallo infatti è un erbivoro che in natura è cacciato da predatori carnivori. Pertanto ogni rischio corso ed ogni errore commesso deve rimanere ben impresso nella mente del cavallo, perchè se dovesse ripertirsi potrebbe essere fatale.
In particolar modo, la capacità di memorizzazione del cavallo è molto alta quando si tratta di pericolo o di cibo. L’uomo ha compreso da tempo questo meccanismo ed infatti sa benissimo come, per insegnare al cavallo, le leve del premio in cibo o del dolore siano efficacissime.
La buona memoria del cavallo, però, in alcuni casi può essere un problema. Infatti un’associazione sbagliata effettuata dal cavallo od un trauma subito possono essere molto difficili da rimuovere. Pertanto è bene che, sia in addestramento, sia durante la vita di tutti i giorni, chi si avvicina al nostro caro amico, conosca bene tutti meccanismi e come ragiona il cavallo.
Comunicazione nel cavallo
Il cavallo è un animale abituato allo stato brado vive in gruppi numerosi e dalla ben precisa organizzazione sociale. Per rendere ciò possibile, ha saputo sviluppare un ben determinato linguaggio di comunicazione con i suoi simili.
Quando il cavallo e l’uomo devono trovare un canale di comunicazione comune è evidente che il soggetto che si deve adattarsi è l’uomo, viste le sue superiori capacità. Quindi sta all’uomo fare uno sforzo per comprendere i segnali che ci lancia. Al contrario, quando siamo noi che dobbiamo comunicare con loro, dobbiamo cercare un “linguaggio” facilmente comprensibile.
L’essere umano non si rende conto di tutta la comunicazione che avviene tra uomo e cavallo. In reltà esso riesce a captare odori, linguaggi corporei, e molto altro ancora di cui l’uomo non si avvede. Tale comunicazione tra le specie è perfettamente naturale, infatti in natura il cavallo deve captare i segnali di pericolo provenienti dalle altre specie animali che sono minacciate dagli stessi predatori che cacciano anche i cavalli. Per questo motivo è importante che il cavaliere, anche alle prime armi, non si mostri mai timoroso, altrimenti il cavallo protrebbe captare questo nervosismo e pensare di essere minacciato.
Il cavallo è in grado di emettere un’ampia gamma di segnali:
- segnali acustici. Il nitrito è il tipico segnale acustico. Il cavallo utilizza il nitrito per comunicare ed avvisare agli altri della sua presenza.
-segnali chimici. L’uomo avendo un olfatto scarsamente sviluppato spesso tende a non considerare che il cavallo possiede tutta una gamma di segnali chimici con cui comunica. Secrezioni cutanee, urina e feci sono normali mezzi con cui il cavallo trasmette informazioni ai suoi simili. Sarà bene pertanto evitare di lavare e profumare eccessivamente il nostro cavallo, infatti l’aver rimosso il suo dore naturale è un pò come rimuovere una parte della sua identità.
-segnali visivi. La posizione della codo e delle orecchie, nonchè del collo e della testa, sono solo alcuni dei segnali di comunicazione visiviche utilizzano i cavalli.Questi segnali sono facilmente comprensibili anche dall’auomo, ed è bene saperli leggere attentamente per potersi definire autentici appassionati di cavalli.
- segnali tattili. I cavalli comunicano tra loro anche attraverso il tatto. Ad esempio è risaputo come lo stallone dominante ricordi il suo ruolo di leadershirp appoggiando il proprio collo su quello degli altri componenti del branco. Oppure è ben conosciutaanche la pratica di grooming, cioè la pulizia reciproca, molto diffusa tra i cavalli che hanno importante valenza sociale.
Tags: Equi.teoria, Equimania



