Archive for the ‘Equi-teoria’ Category

Banner pubblicitari

lunedì, marzo 21st, 2011

Vuoi pubblicizzare la tua attività commerciale????

 Ora con noi lo puoi fare.

L’associazione Equimania, attraverso il suo sito web, mette a disposizione di chi ne fosse interessato degli spazi pubblicitari (banner) facilmente visibili nella home page. I costi dei banner sono davvero competitivi, con pochissimo può pubblicizzare per 1 anno la tua società e se la tua attività è inerente all’equitazione, allora usufruirai di una maggiore agevolazione.

Qui sotto, troverarai un prospetto di google analatycts riguardante l’indicizzazione del sito equimania.

Dashboard 

18/feb/2011 – 20/mar/2011

 

Uso del sito

  • Panoramica visitatori [rimuovi]
  • 408 VisitatoriPanoramica sulle sorgenti di traffico [rimuovi]
    • Motori di ricerca 361,00 (71,34%)
    • Siti referenti 78,00 (15,42%)
    • Traffico diretto 67,00 (13,24%)

    Panoramica dei contenuti [rimuovi]

    Pagine Visualizzazioni di pagina % visualizzazioni di pagina
    / 460 33,67%
    /horses/ 92 6,73%
    /stable/ 68 4,98%
    /info/ 66 4,83%
    /riders/ 59 4,32%

 

Per maggiori informazioni: taniafavaron@gmail.com

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Psicologia equina

lunedì, marzo 14th, 2011

Come ragiona il nostro caro amico cavallo

Spesso ci si domanda come mai un cavallo si comporti in un determinato modo per noi incompresibile.

Dobbiamo capire, che il cavallo non è un essere umano e per ciò non ragiona e non recepisce gli stimoli esterni, come noi.

I cavalli, posseggono un campo visivo più ampio rispetto a noi umani e sono particolarmente sensibili riguardo certi movimenti e suoni, pur non possedendo la capacità di mettere a fuoco i dettagli più soddisfacenti.

Questo animale ha come esigenza primaria di sopravvivere, pertanto deve bere, mangiare, dormire e svolgere tutte quelle attività prioritarie per il suo bisogno. Inoltre ha bisogno di  godere di buona salute fisica e mentale, quindi è essenziale per lui socializzare e fare attività fisica.

Tutte le attività che il cavallo esegue in un determinato momento, sono tutte condizionate da una precisa graduatoria di priorità , dovuta all’importanza e all’intensità degli stimoli ricevuti. Questi stimoli sono comunemente chiamati in termini tecnici: fattori motivazionali. La sete, ad esempio, è il principale fattore motivazionale che induce alla ricerca dell’acqua ed a bere.

E’ importante, quindi, riuscire a capire come funzionano i fattori motivazionali e come il cavallo li ordini per importanza ed intensità, per poter comunicare e comprendere meglio il comportamento del nostro amico, magari riuscendo a modificare questa loro gradatoria e collaborare verso un’attività di reciproco interesse tra uomo e cavallo.

Apprendimento

Il cavallo non è considerato una delle specie più intelligenti tra la popolazione animale, anche se chi è solito praticare questo sport, sia pronto a dichiarare il contrario.

Il cavallo è dotato di buone capacità di apprendimento ma non vuol dire certo intelligenza, ma comunque questa, è una componente importante. Questo animale è nato per vivere insieme ai suoi simili in branco e, nella vita in branco imparare dall’osservazione degli altri, dote fondamentale, che pertanto è stata premiata a livello evolutivo.

Il cavallo è un animale abitudinario e ciò influisce sull’istinto di questo. Ad esempio, un cavallo non domato che viene costretto nei finimenti tenderà a ribellarsi ad essi, ma non riuscendovi cesserà ben presto di reagire per liberarsene. Tale meccanismo d’apprendimento è fondamentale in diversi frangenti, come per far imparare al cavallo a non avere paura dei rumori del traffico. La sua reazione naturale sarebbe la fuga, ma attraverso la progressiva esposizione allo stimolo, si arriverà ad affievolire o eliminare la reazione istintiva.

Il condizionamento classico, altro stimolo nel cavallo, è quel meccanismo basato sull’associazione di uno stimolo incondizionato (naturale) ad uno condizionato (artificiale), un esempio basilare per capire questo concetto è la reazione del cavallo alla presenza del cibo alla quale reagisce con un aumento della salivazione. Se siamo soliti portare il cibo con dei secchi, ben presto, assocerà il nostro arrivo con i secchi all’ora del pasto. In seguito a questa associazione accadrà che se il cavallo dovesse vederci arrivare con dei secchi avrà un aumento della salivazione anche se poi i secchi dovessero rivelarsi vuoti.

Il condizionamento operante, invece, si ha quando la risposta del cavallo ad uno stimolo è rinforzata dall’addestratore: il classico esempio è dare una piccola quantità di cibo appetitoso al cavallo al compimento di una richiesta ben eseguita. Il cavallo presto impara ad associare la sua risposta al premio, quindi eseguirà ben volentieri quanto richiesto dall’addestratore. Una volta che l’associazione tra richiesta-azione-premio è consolidata, il cavallo tenderà ad eseguire quanto richiesto anche senza il premio. Periodicamente, comunque, è consigliabile corrispondere il premio altrimentri si rischierebbe di vedere estinguersi il comportamento.

 Capacità di memorizzare

Il cavallo è dotato di ottima memoria, anche a distanza di molti anni. Gli etologi ritengono che la buona memoria sia dovuta in gran parte al fatto di essere un animale preda. Il cavallo infatti è un erbivoro che in natura è cacciato da predatori carnivori. Pertanto ogni rischio corso ed ogni errore commesso deve rimanere ben impresso nella mente del cavallo, perchè se dovesse ripertirsi potrebbe essere fatale.

In particolar modo, la capacità di memorizzazione del cavallo è molto alta quando si tratta di pericolo o di cibo. L’uomo ha compreso da tempo questo meccanismo ed infatti sa benissimo come, per insegnare al cavallo, le leve del premio in cibo o del dolore siano efficacissime.

La buona memoria del cavallo, però, in alcuni casi può essere un problema. Infatti un’associazione sbagliata effettuata dal cavallo od un trauma subito possono essere molto difficili da rimuovere. Pertanto è bene che, sia in addestramento, sia durante la vita di tutti i giorni, chi si avvicina al nostro caro amico, conosca bene tutti meccanismi e come ragiona il cavallo.

Comunicazione nel cavallo

Il cavallo è un animale abituato allo stato brado vive in gruppi numerosi e dalla ben precisa organizzazione sociale. Per rendere ciò possibile, ha saputo sviluppare un ben determinato linguaggio di comunicazione con i suoi simili.

Quando il cavallo e l’uomo devono trovare un canale di comunicazione comune è evidente che il soggetto che si deve adattarsi è l’uomo, viste le sue superiori capacità. Quindi sta all’uomo fare uno sforzo per comprendere i segnali che ci lancia. Al contrario, quando siamo noi che dobbiamo comunicare con loro, dobbiamo cercare un “linguaggio” facilmente comprensibile.

L’essere umano non si rende conto di tutta la comunicazione che avviene tra uomo e cavallo. In reltà esso riesce a captare odori, linguaggi corporei, e molto altro ancora di cui l’uomo non si avvede. Tale comunicazione tra le specie è perfettamente naturale, infatti in natura il  cavallo deve captare i segnali di pericolo provenienti dalle altre specie animali che sono minacciate dagli stessi predatori che cacciano anche i cavalli. Per questo motivo è importante che il cavaliere, anche alle prime armi, non si mostri mai timoroso, altrimenti il cavallo protrebbe captare questo nervosismo e pensare di essere minacciato.

Il cavallo è in grado di emettere un’ampia gamma di segnali:

- segnali acustici. Il nitrito è il tipico segnale acustico. Il cavallo utilizza il nitrito per comunicare ed avvisare agli altri della sua presenza.

-segnali chimici. L’uomo avendo un olfatto scarsamente sviluppato spesso tende a non considerare che il cavallo possiede tutta una gamma di segnali chimici con cui comunica. Secrezioni cutanee, urina e feci sono normali mezzi con cui il cavallo trasmette informazioni ai suoi simili. Sarà bene pertanto evitare di lavare e profumare eccessivamente il nostro cavallo, infatti l’aver rimosso il suo dore naturale è un pò come rimuovere una parte della sua identità.

-segnali visivi. La posizione della codo e delle orecchie, nonchè del collo e della testa, sono solo alcuni dei segnali di comunicazione visiviche utilizzano i cavalli.Questi segnali sono facilmente comprensibili anche dall’auomo, ed è bene saperli leggere attentamente per potersi definire autentici appassionati di cavalli.

- segnali tattili. I cavalli comunicano tra loro anche attraverso il tatto. Ad esempio è risaputo come lo stallone dominante ricordi il suo ruolo di leadershirp appoggiando il proprio collo su quello degli altri componenti del branco. Oppure è ben conosciutaanche la pratica di grooming, cioè la pulizia reciproca, molto diffusa tra i cavalli che hanno importante valenza sociale.

 

 

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Equi-teoria di Equimania

mercoledì, marzo 9th, 2011

Da oggi, tutti i nostri lettori, potranno trovare, sul sito di Equimania, sotto la voce “Equi-teoria”;  articoli di qualsiasi genere che favoriranno la crescita teorica di questo fantastico mondo equestre che circonda il nostro caro simpatico amico “cavallo”.

Potrai usare senza alcun problema i nostri articoli per studiare o capirne e saperne di più. Gli articoli sono ricavati da fonti fondate, quali libri di equitazione o documentazioni valide.

I nostri articoli tratteranno di:

Tecnica equestre

Cultura equestre

Ippologia

Discipline olimpiche e non

Alimentazione

Cura e benessere del cavallo

Attrezzature

Veterinaria

Mascalcia

etc etc.

 

Novità: ogni quattro mesi (circa) verrà pubblicato un questionario riguardante le informazioni messe sugli articoli, potrai partecipare e verificare il tuo apprendimento, rispondendo sotto alla voce “commento”, dopo circa un mese dall’uscita del questionario, verranno rese pubbliche le vere risposte.

Buon divertimento

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Equitazione: lezione di vita

domenica, gennaio 9th, 2011

L’amore vero e sincero per i nostri cari amici e compagni di gioco;

La passione per questo sport così particolare e difficile, ma che dà ed insegna tanto nella vita;

La voglia di riuscire e dare il meglio di sè in ogni occasione, anche in quelle più complicate ed avverse;

Il desiderio di condividere i momenti belli e meno belli con la nostra piccola grande metà;

La determinazione  e l’umiltà…;

è quello che accomuna ogniuno di noi e ci da la forza di vivere e lottare per questo imparagonabile ed emozionante sport, che è l’EQUITAZIONE.

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Importante da sapere, Equimania

domenica, settembre 26th, 2010

CAMPAGNA STAMPA HORSE ANGELS IN DIFESA DELLE CAVALLE, CONTRO IL PREMARIN

Digitando Premarin sul motore di ricerca Google appaiono 201.000 risultati. La maggior parte sono annunci di vendita di questo farmaco, utilizzato dalle donne in menopausa per bilanciare gli ormoni; come comprarlo, dove e come usarlo.

Il problema è che non le case farmaceutiche non dicono che il Premarin e’ una droga che viene prodotta dall’ urina di cavalle gravide (PRE – pregnant, MA – mare, ur –IN).

Apparentemente “naturale”, questo farmaco è invece devastante per le cavalle, e per le donne che lo usano. La produzione infatti avviene in fattorie sparse in Canada e in alcuni stati del Midwest degli USA, in cui questi animali sono tenuti in stalle di misura non conforme alla norma.

Le cavalle sono obbligate a stare in piedi (e’ un mito che I cavalli dormano in piedi, infatti il cavallo raggiunge il sonno REM, quello piu’ profondo, solamente da sdraiato, quando si sente protetto e al sicuro) per tutto il periodo di gestazione (11 mesi), con possibilita’ praticamente nulle di movimento, acqua razionata e un catetere perennemente attaccato che raccoglie le urine.
I
n questo modo questi animali sono soggetti a continuo stress psico fisico, disfunzioni dovute allo stare continuamente in piedi (zoccoli deformati, lacerazioni causate dallo sfregamento delle borse di raccolta delle urine etc).

Non di meno, i puledri che nascono in queste condizioni vengono, se femmine, cresciute e ingravidate all’eta’ di 2 anni per portare avanti il programma di raccolta delle urine, o se maschi, mandati direttamente al macello.

Le cavalle considerate poi vecchie o non piu’ “utilizzabili” perche’ troppo vecchie, malate o fisicamente spossate vengono, anch’esse, spedite ai macelli.>

E’ risaputo inoltre che il Premarin (Prodotto dalla Wyeth, conosciuto in Italia anche come Premelle che si trova anche in farmaci quail il Prempro, Prempac e Premphase) ha gravissimi effetti collaterali (…citazione da uno dei siti?) quail: rischio di cancro al seno e all’utero, rischio d’infarto, patologie della cistifellea, aumento della pressione sanguigna, eccesso di calcio nel sangue, depressione, problemi gastrointestinali, candida, aumento di peso, cistiti, ritenzione di liquidi, problemi dermatologici.

Questo e’ dovuto al fatto che gli ormoni delle cavalle, anche se pubblicizzati come “naturali” non sono compatibili con il corpo umano femminile e ne provocano estreme conseguenze.

Ci sono tantissime altre altenative naturali per la menopausa e purtroppo le case farmaceutiche che guadagnano miliardi dalll vendita di questa specifica sostanza non vogliono che si sappia COME viene prodotto il Premarin e soprattutto da dove proviene. E’ ora che venga fatto qualcosa seriamente per bloccare la produzione del Premarin e lasciare che le cavalle e I loro puledri facciano una vita degna di questo nome.

Il dottor Joel Hargrove, direttore del Centro per la Menopausa Vanderbilt (Tennesee), ha sintetizzato il problema dichiarando: ” Il Premarin è per voi un estrogeno naturale se il vostro cibo naturale è il fieno.” Potremmo aggiungere: “Se la signora nitrisce, allora il Premarin è un suo estrogeno naturale.”

AIUTACI AD AIUTARE LE CAVALLE, CONTRO L’UTILIZZO DEL PREMARIN
Diffondi il link che trovi sulla pagina FB di Horse Angels, e in bacheca qui sul gruppo di Horse Angels.

Contatta la Direzione per aiutare in altro modo.

Referenti nazionali campagna stampa contro il Premarin, Roberta e Emma.
Scrivi a:
info@horse-http://www.facebook.com/l/8be5edyfP_3E39FLHT7x-oDK_Cg;angels.it

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La nuova Ordinanza anemia infettiva equina

venerdì, settembre 24th, 2010

Riportiamo la notizia pubblicata oggi sul sito FISE nazionale: Il piano di sorveglianza e controllo per l’anemia infettiva degli equidi, in vigore dal 19 settembre, rende obbligatoria l’esecuzione di controlli sierologici almeno una volta ogni 24 mesi per l’anemia infettiva degli equidi su tutti gli equidi stanziali di eta’ superiore a sei mesi, ad esclusione dei capi allevati unicamente per essere destinati alla macellazione, ai fini del consumo alimentare , purche’ non conviventi con equidi non allevati per fini alimentari. E’ vietato movimentare gli equidi non sottoposti ai controlli previsti dal Piano (Gazzetta Ufficiale del 18 settembre 2010, n. 219). In funzione della situazione epidemiologica e dell’analisi del rischio le regioni e le province autonome possono chiedere al Ministero della salute di essere autorizzate a eseguire controlli con una periodicita’ diversa, ad eccezione delle regioni Abruzzo, Lazio, Molise e Umbria, dove la periodicita’ dei controlli e’ annuale. Annuale la periodicità negli allevamenti di tutto il territorio nazionale in cui sono allevati anche muli. Il rischio maggiore di infezione riguarda attualmente determinate tipologie di allevamento, in particolare quelle dove vi è coesistenza con muli.

Ruolo dei proprietari

I proprietari o i detentori degli equidi rendono disponibili ai servizi veterinari gli equidi da sottoporre a controllo, provvedendo al loro contenimento anche nel caso in cui gli stessi siano tenuti allo stato brado. Nel caso di mancata messa a disposizione, l’autorita’ preposta ai controlli diffida il proprietario o il detentore ad adottare, entro il termine di 15 giorni, gli adempimenti necessari ai fini della corretta applicazione del piano.

Identificazione

Qualora, in occasione delle operazioni di prelievo per l’esecuzione dei controlli sierologici siano rinvenuti equidi non ancora identificati, il proprietario o il detentore delegato ne richiede, entro quindici, giorni la regolarizzazione. L’ UNIRE, le Associazioni nazionali allevatori di specie e di razza (ANA) e le Associazioni provinciali allevatori (APA) sono tenute a garantire almeno l’identificazione provvisoria degli animali non oltre 15 giorni dall’invio della richiesta da parte del proprietario o detentore degli animali.

Prelievi, riscontri negativi e positività

I prelievi per la diagnosi dell’anemia infettiva sono effettuati a cura dei servizi veterinari delle aziende sanitarie locali territorialmente competenti o da veterinari formalmente incaricati dell’esecuzione dei prelievi dai medesimi servizi, secondo le modalita’ indicate dalle regioni o province autonome. Al fine di contribuire al sistema di sorveglianza epidemiologica, il veterinario, anche libero professionista, che abbia motivi clinici di sospettare la presenza della malattia, effettua il campionamento e contestualmente informa il servizio veterinario dell’azienda unita’ sanitaria locale. I campioni sono inviati agli Istituti zoo profilattici sperimentali competenti per territorio accompagnati dalla scheda di prelievo (All’allegato A) per l’esecuzione degli esami diagnostici. I costi del campionamento, comprese le prove diagnostiche sono a carico del proprietario o del detentore dell’equide. I risultati negativi dei controlli sierologici hanno validita’ per un periodo corrispondente ai termini per l’effettuazione dei controlli stessi, I servizi veterinari delle aziende sanitarie locali competenti per territorio sono tenuti alla registrazione degli esiti e delle date delle singole prove diagnostiche sul documento di identificazione, nella sezione «esami di laboratorio», debitamente firmata e timbrata a cura del veterinario ufficiale entro 10 giorni dall’invio del referto. In caso di riscontro di positivita’, il campione e’ inviato per la conferma diagnostica al Centro di referenza accompagnato dalla scheda (All’allegato B) che rilascia il referto analitico di conferma entro e non oltre 8 giorni dal ricevimento del campione. I servizi veterinari delle aziende sanitarie locali provvedono alla registrazione nel Sistema Informativo Malattie Animali Nazionale (SIMAN) delle informazioni previste dalla direttiva 82/894/CE, come modificata dalla decisione 2008/650/CE. In attesa della conferma, le autorita’ sanitarie competenti adottano le misure previste dall’art. 99 del regolamento di polizia veterinaria, e ne dispongono la revoca solo nel caso in cui il Centro di referenza non confermi la positivita’. Gli esiti delle analisi devono essere comunicati tempestivamente anche al proprietario o al detentore dell’equide.

Equidi sieropositivi

Gli animali sieropositivi sono sottoposti ad isolamento e sequestro in sedi e ricoveri compatibili con le esigenze etologiche degli equidi, permettendo la presenza nella stessa area di piu’ soggetti positivi, anche di proprieta’ di terzi, purche’ situati a distanza dagli animali sani recettivi nonche’ sottoposti a vigilanza veterinaria, secondo le misure di biosicurezza specificate nell’Allegato C dell’ordinanza.

Per consentire la convivenza di piu’ equidi sieropositivi in uno stesso luogo nel rispetto delle esigenze etologiche della specie, le regioni consentono a enti locali, ad associazioni riconosciute per la protezione degli animali e a privati cittadini di individuare e gestire idonee aree attrezzate per il mantenimento degli equidi sieropositivi secondo le condizioni indicate all’Allegato C dell’ Ordinanza. La movimentazione degli animali sieropositivi e’ consentita esclusivamente per motivi legati alla tutela della loro salute e benessere, e può avvenire solo dopo la comunicazione al servizio veterinario dell’azienda sanitaria locale di partenza e di destinazione Per gli equidi sieropositivi il modello 4 deve essere correttamente compilato, recando l’attestazione sanitaria e la firma del veterinario ufficiale.

Sanzioni per proprietari

Per i proprietari inadempienti, che movimentano animali in mancanza di controllo sierologico oppure movimentano animali sieropositivi soggetti alle sanzioni previste dall’art. 16, comma1, del decreto legislativo 22 maggio 1999, n. 196. I servizi veterinari assicurano la vigilanza veterinaria permanente presso le aziende di cui all’art. 2, comma 1, lettera b) del decreto del Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali del 29 dicembre 2009 (qualsiasi stabilimento, costruzione e, nel caso di una fattoria all’aperto, qualsiasi luogo in cui sono tenuti, allevati o governati equidi). Dal 1° gennaio 2008 fino al 31 dicembre 2009 sono stati notificati alla Commissione Europea 447 focolai di anemia infettiva equina distribuiti sull’intero territorio nazionale, individuati con l’applicazione del piano predisposto con ordinanza ministeriale 18 dicembre 2007.

Questo articolo è stato riportato dal sito : www.fiselazio.com

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